Il business della Cyber Security

CYBER SECURITY – Stando alla sua definizione ufficiale la cyber security è “l’insieme dei mezzi, delle tecnologie e delle procedure tesi alla protezione dei sistemi informatici in termini di disponibilità, confidenzialità e integrità dei beni o asset informatici.” Ma stando a quanto riportano alcune ricerche è anche un mezzo di protezione capace di generare ingenti entrate e giri di affari.

Sicurezza informatica: che businnes!

Quando si pensa alla violazione della sicurezza dei nostri dati spesso si fa riferimento solo ad attacchi esterni dovuti ai criminali informatici. In realtà i pericoli sono dovuti anche all’errore umano e all’utilizzo di una tecnologia informatica inadatta. Questi ultimi fattori hanno assunto un’importanza maggiore dopo la pandemia da Covid-19 e l’incremento dello smart working. Con esso è stato accresciuto anche il quantitativo di dati scambiati e informazioni che ogni giorno vengono condivise con un numero crescente di utenti.

Ma se si parla di attacchi esterni scordatevi i film dove un giovane esperto informatico, si improvvisa hacker e riesce a bucare la sicurezza dei massi e segreti enti governativi. Oggi le minacce arrivano da hacker super professionisti e associazioni a delinquere ben organizzate. Sono stati registrati casi in cui la vittima di attacchi alla sicurezza informatica si sia ritrovata a parlare con il call center con coloro che hanno provocato la penetrazione nei servizi informatici.

Secondo uno studio condotto da Kevin Curran, professore di sicurezza informatica all’Università dell’Ulster, intorno alla cyber security gira un business di circa 250 miliardi di dollari. Con la pandemia e l’impennata del fenomeno della trasformazione digitale questo giro di affari è destinato a crescere sempre più. Testimonianza è l’acquisto da parte di investitori di private equity della nota compagnia responsabile della realizzazione dell’antivirus McAfee per 14 miliardi di dollari.

Cyber Security, i pregiudizi da superare a riguardo

Nonostante tutto c’è ancora chi fatica ad affidarsi ad associazioni di cyber security e ad adottare sistemi di sicurezza adeguati. . A spiegarlo è l’Avvocato europeo Zulay Menotti nell’intervista pubblicata su tio.

“I processi legislativi sono decisamente più lenti rispetto alle crescite vorticose di fenomeni come “double extortion” (doppia estorsione) che, nell’anno in corso, si presenta quasi come una regola. A ciò aggiungiamo ostacoli anche di ordine culturale. Si tende a ritenere la cyber sicurezza come un onere, un fastidio o addirittura una perdita di tempo.

Addirittura, studi di settore ci dicono che tra la popolazione attiva più giovane, essa è vista come un intralcio alla business continuity e fattore di perdita di produttività. E l’aspetto degli investimenti economici mantiene un proprio peso. Come il NIST si propone di fare, occorre lavorare per trovare strategie efficienti; il confronto, il dialogo, dei protocolli uniformi, la condivisione di informazioni e iniziative internazionali, senza trascurare la formazione e l’istruzione di ogni soggetto coinvolto (sviluppatori, fornitori, utenti, settore pubblico e privato) sono misure sempre di estrema attualità.”